Il Territorio della Diocesi
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Il territorio della Diocesi di Mazara abbraccia ben 13 comuni: Mazara, Marsala, Petrosino, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Salemi, Vita, Partanna, Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Pantelleria con una popolazione nel complesso di oltre 250.000 abitanti.

Il territorio della Diocesi di Mazara, posto a lat. 370, Nord 8 e long. 12, Est 1, è parte integrante della provincia di Trapani e ne occupa la metà circa dell’intero territorio, comprendendo anche l’isola di Pantelleria. Il clima è mediterraneo.
Tutti i comuni della diocesi fruiscono di buone vie di comunicazione, grazie all’autostrada A 29 (Palermo - Mazara del Vallo), che l’attraversa nell’intero territorio della Diocesi la SS 115, che congiunge vari paesi. Molto buono il servizio di autobus interurbano, che collega i vari centri con Palermo, Trapani ed Agrigento. La ferrovia oggi lascia parecchio a desiderare. Assai validi i collegamenti aerei da Birgi - Trapani e Falcone Borsellino - Palermo.

I vari centri sono dislocati per lo più in pianura (come ad es. Mazara, Marsala, Campobello, Castelvetrano) e solo pochi paesi sono posti in zone più alte. Il territorio fruisce di ottime zone balneari ed è a forte richiamo turistico, mentre nel territorio si trovano zone archeologiche (come, ad es. Selinunte e il suo complesso archeologico di rilevante importanza storica, Le Cave di Cusa, cantiere selinuntino, unico al mondo, e l’isola punica di Mozia) che richiamano turisti da ogni parte.

Il territorio, nonostante le sue ricchezze naturali, rivela una forte emigrazione, specie di giovani e di interi nuclei familiari, desiderosi di un lavoro stabile e sicuro. L’emigrazione è diretta soprattutto verso il Nord Italia, e verso la Germania e la Svizzera, mentre nel passato si rilevava una forte emigrazione oltre oceano (Stati Uniti d’America, Australia, Canada). Nel territorio si registra inoltre una forte immigrazione islamica con la presenza di diverse migliaia di africani provenienti dalla Tunisia e dai paesi dell’Africa settentrionale, attirati dai lavori agricoli o dalla marineria mazarese, che detiene la più grande flotta peschereccia d’Italia.

 

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