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Mazara del Vallo   versione testuale

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La città, sorta e sviluppatasi attorno al suo porto-canale, prende il nome dal fiume Mazaro, che l’attraversa in un suo quartiere periferico.
Fu nell’antichità uno dei quattro empori della vicina Selinunte e la punta più avanzata dell’infiltrazione greca in questo lembo di Sicilia.
La sua vera storia comincia il 16 giugno 827 quando gli arabi, guidati da Asad, salpano da Susa e sbarcando nei pressi di Capo Granitola la occupano. Da Mazara gli arabi iniziano la conquista dell’intera isola. Liberata dal conte Ruggero e restituita alla Chiesa Cattolica, nella successiva era normanna Mazara persegue nuovi traguardi e diventa una delle principali città della Sicilia.
Nel 1093 viene scelta sede vescovile di una Diocesi che confina col mare a Nord, ad Ovest e a Sud, con i territori di Carini e Corleone ad Est. Nel 1097 è sede del 1° parlamento siciliano e nella sua cattedrale il conte Ruggero convoca tutti i Vescovi della Sicilia e i feudatari del regno per legiferare sulle decime. Nel 1216 arriva a Mazara il beato Angelo Tancredi da Rieti e la città diventa con Messina il centro piu’ attivo del movimento francescano dell’Isola.
Dopo la guerra del vespro (1282), Mazara conosce la signoria dei conti di Modica (1418-1445), di Calabria (1450-1479) e, successivamente, dei conti Cardona.
Quantunque la città, per voto del conte Ruggero, era stata consacrata al SS.mo Salvatore, il 23 agosto 1614 i giurati mazaresi con atto pubblico deliberano di aggiungere al primo Patrono “il gloriosissimo martire San Vito, nostro concittadino”. La deliberazione dei giurati ricevette l’approvazione del vescovo Marco La Cava l’8 settembre dello stesso anno.
Nel 1771 il vescovo Michele Scavo fa collocare una magnifica statua di San Vito, opera di Ignazio Marabitti, nel “Piano maggiore”, oggi piazza della Repubblica, e viene notevolmente incrementato il culto del Santo. Con atto pubblico del 29-12-1981 mons. Costantino Trapani istituisce il “Comitato permanente per i festeggiamenti annuali in onore del Patrono San Vito Martire”.
Il sisma, che interessò Mazara nel giugno 1981, arreca danni considerevoli all’intero patrimonio architettonico della città: quasi tutti gli edifici sacri vengono dichiarati inagibili e lo stesso vescovo è costretto a trasferirsi dall’episcopio, sua sede storica, al Seminario-Casa Santa, edificio di nuovissima costruzione. A cinque anni dal sisma, Mazara diventa un immenso cantiere e nel giro di pochi anni vengono riaperte al culto le chiese parrocchiali. Nel 1986 inizia l’opera di restauro del Palazzo  Vescovile e del Seminario, mirabile struttura architettonica del settecento.
Sul finire del 1992 Mazara, con la maggior parte degli edifici sacri restituiti alla piena funzionalità, è pronta alla celebrazione del nono centenario della istituzione della Diocesi e l’otto maggio 1993 accoglie, per la prima volta nella storia, il Sommo Pontefice.
La città, superba per le architetture emergenti dal XI al XVIII secolo, situata allo sbocco dell’autostrada che la collega con Palermo e con gli aeroporti di Punta Raisi e Birgi (Trapani), è meta di turismo crescente e punto di convergenza della cultura e civiltà cristiano-islamica.
Possiede la piu’ quotata flotta peschereccia d’Italia e del Mediterraneo ed è centro di attività industriale e agricola di primissimo piano.
Come sede vescovile, Mazara è il centro motore della vita religiosa dell’intera Diocesi ed annovera nel suo vescovo mons. Calogero La Piana, il 79° presule di questa Diocesi, vetusta per gli anni, ma ricca per i suoi gloriosi secoli di  storia.
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