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Messaggio per la Quaresima 2011


Il Signore Risorto, volto della speranza


(Messaggio per la Quaresima 2011)


 


            L'incontro di Gesù con la donna di Samaria sta accompagnando il cammino della nostra Chiesa nel corso di quest'anno pastorale. Meditando quell'evento la prossima terza domenica di Quaresima, potremo anche noi manifestare al Signore il desiderio dell''acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv 4,14) e attingere così la speranza che splende sul suo volto trasfigurato, contemplato nel vangelo della seconda domenica.


            Il tempo che stiamo vivendo mette a dura prova la nostra fede, perché contiene pochi segni di luce e molte ombre di crisi. Sembra quasi che, d'improvviso, sia venuta meno tutta la sicurezza che negli ultimi decenni abbiamo riposto nelle risorse e nelle conquiste dell'ingegno umano. Ci scopriamo fragili e indifesi, assaliti da ansie e timori, incerti su ciò che può riservarci il domani, appesantiti da una solitudine che non è affatto alleggerita dalle numerose persone che ci sfiorano.


            Sembra quasi un luogo comune, ma è invece una bella verità, l'affermazione che proprio la Quaresima ci può aiutare a trovare la via giusta per non farci schiacciare da ciò che ci circonda e per dare un senso liberante alla tribolazione presente. Questo tempo sacro, infatti, ci offre l'opportunità di rimettere ordine nella nostra vita attraverso l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e la penitenza, guidati dallo Spirito, come Gesù che 'fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo' (Mt 4,1). Abbiamo bisogno di rientrare in noi stessi, di metterci davanti a Gesù come la samaritana al pozzo, di sentirci svelare da lui tutto il nostro peccato per essere da lui perdonati e di riprendere a seguirlo come discepoli fedeli. Nel suo testamento spirituale Shahbaz Bhatti, ministro cattolico per le minoranze del Pakistan, assassinato il 2 marzo scorso a Islamabad, scriveva: 'Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. ['] finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri'. Questo è il messaggio che ci viene da un testimone, che ha capito il senso delle parole di san Paolo: 'per me ['] il vivere è Cristo e il morire un guadagno' (Fil 1,21).


            Tale meta, tuttavia, non si raggiunge attraverso scorciatoie, ma solo prendendo ogni giorno la croce e seguendo Cristo (cfr Lc 9,23), particolarmente nel tempo quaresimale, itinerario pasquale che, attualizzando il nostro battesimo, ci fa morire ancora una volta al peccato per risorgere a vita nuova nel Signore Risorto.


Mettiamoci, dunque, in cammino, seguendo l'esortazione della liturgia: 'Sia parca e frugale la mensa, sia sobria la lingua e il cuore; fratelli, è tempo di ascoltare la voce dello Spirito' (Inno dell'ufficio delle letture). In concreto, ciascuno dedichi un po' del suo tempo alla lettura continua di un libro dell'Antico o del Nuovo Testamento; accompagni la lettura con la preghiera personale; metta da parte qualcosa, togliendola dalla propria tavola e donandola a chi ha bisogno perché i poveri sono sempre accanto a noi. Sarebbe molto significativo se ciascuna famiglia si ritrovasse insieme nell'ascolto della Parola, nella preghiera e nella preparazione dei doni di carità, sperimentando, così, la gioia di essere Chiesa domestica, solidale e accogliente.


            Buona Quaresima.


Mazara del Vallo, 9 marzo 2011 - mercoledì delle ceneri


 


X Domenico Mogavero


Vescovo


 
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